Sardinia Terroirs, nove aziende di eccellenza unite dalla passione per il vino
Lo scopo è di promuovere la Sardegna nel mondo grazie ai loro prodotti enogastronomici di qualità
Nove aziende. Un ricco patrimonio da preservare e da condividere in tutto il mondo. Il progetto in questione si chiama Sardinia Terroirs. Un cluster che ha come obiettivo di promuovere il prestigio della Sardegna grazie ai marchi di eccellenza del vino. Si tratta di un obiettivo ambizioso, ma percorribile grazie al supporto reciproco delle aziende di qualità. I loro vini ogni anno vengono apprezzati dagli esperti del settore. Parliamo di prodotti pregiati, raffinati, con una loro identità che li rende unici. In questo gruppo troviamo Antonella Corda (Serdiana), Olianas (Gergei), Quartomoro (Marrubiu), Fradiles (Atzara), Iolei (Oliena), Perda Rubia (Talana), Cherchi (Usini), Giba (Giba), e SaRaja (Telti). Ma da quanto si apprende la lista è destinata ad ampliarsi toccando le zone di Logudoro, Oristano, Gallura e Oliena passando per l’Ogliastra, Cagliari e il Sulcis.

Per raccogliere le singole esperienze del territorio serve però un programma solido e con dei valori. Un progetto come Sardinia Terroirs che mira è far conoscere la Sardegna in tutte le sue sfaccettature partecipando a fiere e a iniziative di ampio respiro. La formazione delle figure professionali rappresenta un altro valido obiettivo per crescere e portare il gruppo a un livello successivo grazie a nuove nozioni, competenze e abilità che possono fare la differenza sul mercato del vino.
A promuovere Sardinia Terroirs è Piero Cella, titolare dell’azienda Quartomoro di «Vogliamo riportare la Sardegna al centro del Mediterraneo mettendo in risalto i suoi punti di forza e unicità – ha detto all’Ansa – la grande biodiversità e lo straordinario patrimonio autoctono». La Sardegna può infatti contare su un’ampia varietà di vino come il Cannonau, Bovale Sardo, Nuragus, Vernaccia di Oristano, Nasco, Semidano, Nieddera, così come su alcuni vitigni unici come Vermentino, Carignano, Bovale Grande, Torbato, Moscato, Malvasia, Cagnulari, Girò, o ancora, gli unicum, come Monica, coltivati solo in Sardegna. «Il tratto identitario è dato poi dalla varietà di suoli e microclimi, ma anche dalla professionalità di donne e uomini che lavorano in vigna e cantina e guardano al futuro partendo dalle antiche sapienze e tecnologie», conclude Cella.
Riccardo Lo Re
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