Tavolara, il passato riaffiora dal mare: al via le nuove ricerche archeologiche allo Spalmatore di Terra
Dal punto di vista operativo, la ricerca adotta i più moderni criteri di minimo impatto, garantendo la massima cura per l'ecosistema dell'isola
Con l’avvio ufficiale delle indagini archeologiche presso il sito dello Spalmatore di Terra, l’Isola di Tavolara torna a essere protagonista di un importante progetto di ricerca che punta a riscrivere le tappe della sua storia millenaria. L’iniziativa, che spazia dalla preistoria fino all’epoca dei forni della calce, è coordinata dalla Dott.ssa Silvia Amicone dell’Università di Tubinga e dalla Dott.ssa Paola Mancini. Le due studiose, impegnate nello studio dell’isola da oltre quindici anni, dirigono oggi un team internazionale di specialisti in archeologia, archeometria e prospezioni geofisiche, consolidando un percorso di indagine che unisce rigore scientifico e respiro globale.

L’intervento si svolge in stretta sinergia con l’Area Marina Protetta di Tavolara Punta Coda Cavallo e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Sassari e Nuoro. Questa collaborazione istituzionale non è solo funzionale alla ricerca, ma rappresenta un pilastro per la tutela e la valorizzazione di un patrimonio culturale immerso in un contesto naturale unico. Il Presidente dell’Area Marina Protetta, Francesco Lai, ha voluto ribadire il valore politico e sociale di questa operazione dichiarando: «Questo progetto dimostra come la tutela del territorio passi anche attraverso la conoscenza e la ricerca. Investire nella collaborazione tra enti pubblici e mondo scientifico significa rafforzare il ruolo delle istituzioni nella gestione responsabile del patrimonio comune, con l’obiettivo di coniugare conservazione, accessibilità e sviluppo sostenibile a beneficio delle comunità locali».
Dal punto di vista operativo, la ricerca adotta i più moderni criteri di minimo impatto, garantendo la massima cura per l’ecosistema dell’isola. Il Direttore dell’Area Marina Protetta, Leonardo Lutzoni, ha infatti evidenziato la natura tecnica e conservativa dell’approccio scelto: «L’intervento è stato impostato secondo criteri di minimo impatto e piena compatibilità con il contesto ambientale e paesaggistico dell’isola. L’utilizzo di tecniche non invasive, come le prospezioni geofisiche e i rilievi fotogrammetrici, consente di acquisire dati di elevata qualità senza alterare gli equilibri del sito, integrando le esigenze di ricerca con quelle di tutela proprie dell’Area Marina Protetta». L’obiettivo è quello di mappare l’area e analizzare i materiali affioranti per ricostruire il passato dell’isola nel pieno rispetto del paesaggio circostante.
Un primo sopralluogo sul campo ha già visto la partecipazione attiva dei tecnici dell’Area Marina Protetta, Pier Panzalis e Giovanna Spano, insieme alle funzionarie della Soprintendenza, l’archeologa Gabriella Gasperetti e la restauratrice Alessandra Carrieri, a testimonianza di una vigilanza costante e di un interesse condiviso per le potenziali scoperte. I risultati preliminari di questa nuova stagione di indagini, che promette di svelare dettagli inediti sulla vita quotidiana e sulle attività produttive che hanno caratterizzato Tavolara nei secoli, saranno presentati ufficialmente al termine dei lavori, aprendo nuove prospettive per la fruizione culturale e la conoscenza storica dell’isola.
Davide Mosca
[aps-counter]