Orizzonti condivisi a Caprera: l’arte di Carlo Battaglia rivive nel segno di Garibaldi
In occasione del cinquantesimo anniversario dei Musei Garibaldini, il Compendio di Caprera ospita un dialogo inedito tra storia e pittura. La mostra "Lo stesso mare" esplora il legame profondo tra Giuseppe Garibaldi e l’artista Carlo
C’è un orizzonte immutabile che da secoli definisce il profilo di Caprera, un confine liquido che Giuseppe Garibaldi scelse come ultima dimora e che, decenni dopo, avrebbe nutrito l’astrazione poetica di Carlo Battaglia. È proprio questo specchio d’acqua, testimone di silenzi e di tempeste, il protagonista assoluto della mostra “Lo stesso mare. Da Giuseppe Garibaldi a Carlo Battaglia”, che aprirà i battenti sabato 28 marzo 2026 sotto l’egida della Direzione regionale Musei Nazionali Sardegna. L’iniziativa non rappresenta soltanto un omaggio estetico, ma si configura come il cuore pulsante delle celebrazioni per il cinquantesimo anniversario dell’istituzione del museo nazionale, inserendosi nel prestigioso ciclo di eventi volto a indagare il legame profondo tra l’epopea garibaldina, il paesaggio selvaggio dell’Arcipelago e le radici della cultura europea.
Il percorso espositivo nasce da una suggestione potente: l’idea che il mare non sia solo una distesa geografica, ma una vera e propria categoria dello spirito. Se per l’Eroe dei Due Mondi le onde sono state per decenni il teatro dell’azione, la via di fuga e il campo di battaglia, l’approdo finale a Caprera ne ha mutato radicalmente la percezione. Negli ultimi anni della sua vita, il Generale trasformò quel movimento perpetuo in una fonte di contemplazione quotidiana, un esercizio di sguardo che trova oggi una straordinaria risonanza nelle tele di Carlo Battaglia. Il pittore maddalenino ha infatti dedicato gran parte della sua ricerca alla decostruzione della luce e dell’acqua, trovando in quegli stessi riflessi una sintesi artistica che sembra dialogare direttamente con i ricordi salmastri di Garibaldi.
L’allestimento si propone come un viaggio immersivo che attraversa i luoghi più intimi e iconici del Compendio Garibaldino. La narrazione visiva si sviluppa tra il suggestivo Mulino a vento, l’atrio solenne della Casa Bianca e la Sala delle Esposizioni Temporanee, creando un contrasto armonico tra le architetture storiche e la modernità del linguaggio pittorico. Al centro della scena campeggiano quattro dipinti di dimensioni imponenti, opere in cui Battaglia riesce a catturare l’essenza dell’elemento marino, rendendolo quasi tangibile. A supporto dei quadri, una serie di installazioni grafiche e contenuti video di approfondimento permettono al visitatore di esplorare i retroscena della ricerca dell’artista e la stretta connessione tra il suo stile e l’identità del territorio.
Questa esposizione, visitabile fino al 23 maggio 2026, si offre dunque come una riflessione necessaria sulla continuità della storia e sulla persistenza del paesaggio come elemento d’unione tra generazioni. Attraverso lo sguardo di Battaglia e la memoria di Garibaldi, il visitatore è invitato a riscoprire il Compendio non come un semplice museo, ma come un osservatorio privilegiato sulla bellezza e sulla forza di un mare che resta, nonostante il passare del tempo, lo stesso per tutti coloro che sanno ascoltarne il richiamo. È un invito alla sosta, un’opportunità per fermarsi e guardare oltre la costa, cercando tra le pennellate e le pietre di Caprera il senso profondo di un’identità che affonda le proprie radici nel blu.
Davide Mosca
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