Natale, le tradizioni sarde si assaggiano a tavola
In Sardegna non possono mancare alcuni prodotti tipici del territorio, a dimostrazione di quanto sia centrale la cultura gastronomica dell’isola
Natale in Sardegna significa soprattutto convivialità e rispetto delle tradizioni. La maggior parte delle famiglie sceglie di festeggiare in casa, riunita attorno alla tavola, oppure con amici, senza rinunciare però all’importanza della qualità delle materie prime. Non manca chi preferisce la comodità del ristorante o il fascino sempre più apprezzato del “fuori porta”, magari immerso nell’atmosfera unica di un agriturismo. Qualunque sia la scelta, il filo rosso – colore non a caso per il Natale – resta il cibo che si prenderà la scena durante le feste.
Secondo Confartigianato Sardegna, che anche quest’anno promuove la campagna “Acquistiamo locale”, i sardi spenderanno circa mezzo miliardo di euro per prodotti alimentari e bevande nel periodo natalizio. Il budget complessivo resta simile a quello dello scorso anno, ma il carrello si fa un po’ più leggero: circa il 10% in meno di prodotti, a causa dei rincari legati all’inflazione. Ciò nonostante, la tendenza è di puntare su eccellenze locali, sostenendo le imprese artigiane e agroalimentari dell’isola con prodotti di qualità e identitari della Sardegna.
A tavola non possono infatti mancare gli antipasti che sono a base di salsiccia sarda e il prosciutto crudo. Il tutto, magari, accompagnato dal pane carasau o guttiau, considerate tra le specialità più importanti e apprezzate della Sardegna.
Tra i primi piatti, molto spesso ci si affida alla carne durante le festività natalizie anche se non mancano anche dei piatti a base di pesce. Da segnalare i classici culurgiones – ravioli ripieni di patate, pecorino e menta, o i malloreddus, piccole conchiglie sarde a base di semola di grano duro e accompagnate spesso con sugo di salsiccia o ragù di carne. Se si vuole invece un primo con frutti di mare la soluzione è la fregula, una pasta tipica della Sardegna a forma sferica irregolare che, una volta tostata in forno, trasmette un sapore unico anche al palato più esigente.
Come secondo, spesso è il porceddu il vero protagonista della tavola natalizia.Un simbolo delle grandi occasioni e profumato al mirto, altro prodotto tipico della tradizione. Altra portata che non può mancare è l’agnello, soprattutto in alcune zone dell’isola. Per chiudere questo viaggio, c’è solo una tappa che manca all’appello: i dessert. Certo, ci saranno i classici pandoro e panettone, ma in Sardegna la tavola è ben fornita di torroni sardi, pabassinas, amaretti e, infine, dei Seadas, il dolce simbolo, con formaggio e miele.
Riccardo Lo Re
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