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La Stazione dell’Arte di Ulassai compie 20 anni

Tutte le iniziative per celebrare il ventennale dalla sua apertura: mostre, progetti e iniziative culturali per i visitatori diretti in Sardegna

Il 2026 è un anno importante per la Stazione dell’Arte di Ulassai. Il museo è pronto a celebrare il ventennale dalla sua apertura (2006–2026) con un programma articolato di mostre, progetti e iniziative culturali.

L’obiettivo è diventare un faro culturale per la Sardegna avendo alle spalle la forza simbolica di Maria Lai e l’eredità artistica custodita da questo museo. Un impegno possibile se si costruisce un percorso di crescita culturale che possa influire in maniera positiva sul territorio.

I vent’anni della Stazione dell’Arte non saranno festeggiato con un’unica iniziativa, ma attraverso una costellazione di appuntamenti culturali diffusi, pensati per pubblici diversi: studiosi che raggiungeranno Ulassai per approfondire l’opera di Maria Lai, il pubblico di prossimità, le scuole, i viaggiatori e i turisti, ma anche quelle persone che, per abitudine o timore, non varcano ancora la soglia di un museo.

Il futuro della Stazione dell’Arte si sviluppa anche grazie al Museo CaMuC, uno spazio contemporaneo e versatile che, affiancandosi alla sede storica della Stazione, consente di poter potenziare l’offerta offrendo uno sguardo completo sulla collezione permanente. Qui sarà pienamente valorizzata la straordinaria eredità delle circa 150 opere donate da Maria Lai. Allo stesso tempo, però, ci sarà la possibilità di realizzare progetti espositivi temporanei – come quelli che hanno segnato il 2025 – e di attivare ambienti polifunzionali dedicati a residenze d’artista, laboratori, conferenze, proiezioni, concerti e incontri culturali.

I progetti

Tutto comincerà con la mostra internazionale Il respiro di un viaggio. Per la prima volta a Ulassai, le opere di Maria Lai e Albrecht Dürer dialogheranno in un percorso espositivo inedito visitabile fino al 15 marzo 2026.

Dal 21 marzo inaugura la seconda edizione del Festival Biennale dell’Arte Contemporanea dedicato a Maria Lai. Dopo la prima edizione del 2024, intitolata Memoria e Destino, la Biennale punta a valorizzare le nuove generazioni di artisti e di rafforzare le connessioni tra arte, pubblico e territorio. Il tema dell’edizione 2026, La lettura dell’opera d’arte, sarà sviluppato sotto la Direzione artistica di Gianni Murtas, con il supporto di tre curatori ospiti: Giannella Demuro, Ivo Serafino Fenu e Francesca Sassu.

Nel corso dell’estate è in programma una grande mostra di respiro internazionale, destinata a rappresentare uno degli appuntamenti più significativi della programmazione 2026. Il progetto, che verrà presentato nei prossimi mesi, porterà a Ulassai artisti e opere di primo piano della scena globale, creando un dialogo tra la ricerca contemporanea internazionale e il contesto culturale e paesaggistico del territorio. Un’esposizione concepita per consolidare ulteriormente il profilo internazionale della Stazione dell’Arte, senza perdere il forte legame con l’identità del museo e con l’eredità artistica di Maria Lai.

«Quest’anniversario coincide per me con l’inizio dell’incarico di Direttore del museo, che intendo vivere come un’occasione per rafforzarne il ruolo di presidio culturale dedicato alla valorizzazione dell’eredità artistica di Maria Lai e, secondo le sue intenzioni, come centro attivo di ricerca, promozione e sperimentazione dei linguaggi dell’arte contemporanea. – ha detto Marco Peri, direttore della Stazione dell’Arte – Per me la parola Direttore non ha a che fare con le gerarchie, ma con l’idea di “direzione” intesa come percorso condiviso. Questo cammino inizia rileggendo con gioia i venti anni di vita di un’istituzione culturale che è cresciuta fino a diventare una meta riconosciuta per il territorio della Sardegna, con una significativa proiezione nazionale e internazionale. Abbiamo inoltre la fortuna di continuare questo percorso con lo stesso Sindaco che ha fortemente voluto la nascita del museo e che, insieme all’artista, gli ha dato forma e sostanza. Celebrare vent’anni significa quindi guardare al cammino compiuto, ma anche iniziare a immaginare il futuro».

Riccardo Lo Re

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