Il 2025 firmato Worldrise dà nuova forza al nostro mare
Un anno di risultati e trasformazione: dai murales mangia-smog all’Alleanza 30x30, la onlus indica la direzione per il futuro del Mediterraneo, tra milioni di visualizzazioni e interventi concreti sul territorio
Il tempo delle parole che galleggiano in superficie è finito. Il 2025 sarà ricordato come l’anno in cui la conservazione marina in Italia ha cambiato passo, immergendosi nel profondo del mare per scuotere il sistema dalle fondamenta. È questa la fotografia potente che emerge dall’ultimo bilancio di Worldrise: non un semplice elenco di numeri, ma il racconto di una “rivoluzione blu” guidata da Mariasole Bianco che ha scelto di “andare nel profondo”. Una strategia operativa precisa, non una metafora, nata dalla consapevolezza che per salvare il Mediterraneo — culla della nostra storia e respiro della nostra esistenza — è necessario agire sui sistemi, sulle relazioni e sulle scelte quotidiane, trasformando l’impegno ambientale in un’azione collettiva e politica. Sfogliando l’Annual Report, si percepisce l’urgenza di questa missione. Al centro dell’azione strategica c’è l’Alleanza 30×30 Italia, un network che Worldrise ha trasformato in una vera e propria lobby positiva per il mare, unendo oltre 80 associazioni e movimenti con un unico obiettivo: proteggere in modo efficace il 30% dei mari italiani entro il 2030. I dati confermano la nascita di una massa critica capace di farsi ascoltare: il tour di divulgazione ha intercettato 2.800 persone, mentre il Manifesto “Nel Profondo” — una call to action per chiedere al governo risorse e leggi aggiornate — ha già raccolto la firma di oltre 1.820 cittadini, aziende ed enti. Ma se lo sguardo politico è rivolto al 2030, l’impatto sul territorio nel 2025 è stato immediato e tangibile. La onlus ha dimostrato che la tutela dell’ambiente può essere un motore di eccellenza, come prova il caso del SEATY di Golfo Aranci.

Questa Area di Conservazione ed Educazione Marina Locale ha ottenuto per il secondo anno consecutivo il Travelers’ Choice Award 2025 di TripAdvisor, entrando di diritto nel 10% delle esperienze turistiche più apprezzate al mondo. Non si tratta solo di turismo, ma di cittadinanza attiva: in queste “città marine”, oltre 3.350 persone si sono immerse con maschera e boccaglio guidate da biologi marini, mentre dai fondali della Liguria venivano rimossi 450 chili di reti fantasma, trappole mortali per la biodiversità.
La straordinarietà dell’approccio di Worldrise risiede anche nella capacità di portare l’oceano dove non c’è, utilizzando l’arte come strumento di rigenerazione. Con il progetto Worldrise Walls, l’associazione ha colorato le città con oltre 100 metri quadrati di murales realizzati con pittura ecologica mangia-smog, capaci di purificare l’aria con la stessa efficacia di un bosco di pari dimensioni. Un impegno che ha superato i confini nazionali con One Ocean One Connection, il primo progetto al mondo di murales “gemelli” tra Italia e Sudafrica, e che prosegue con la mostra itinerante Ars Maris. Quest’ultima, vero manifesto visivo della onlus, nel 2025 ha esposto 30 opere al Sulia House di Porto Rotondo per raccontare meraviglie e fragilità del Mediterraneo, dialogando anche con il design d’autore nella mostra RE-VERSAL. Per rendere questo cambiamento strutturale e duraturo, l’organizzazione ha investito pesantemente sul capitale umano attraverso vasti programmi di empowerment. Il Campus AMP, percorso di alta formazione sulla gestione delle aree marine protette, nel 2025 ha consolidato la sua presenza storica in Sardegna grazie al fondamentale supporto del Comune di Loiri Porto San Paolo e dell’Area Marina Protetta Tavolara Punta Coda Cavallo, ampliando al contempo i suoi orizzonti con lo sbarco in Puglia. L’iniziativa ha registrato numeri record, con 84 candidature per 36 borse di studio. Ma l’onda educativa ha raggiunto anche le scuole: dai 13 studenti di Alghero che hanno trasformato l’aeroporto in uno spazio di riflessione sull’inquinamento acustico, ai ragazzi di Genova che con “Pelagos in città” hanno creato un itinerario urbano dedicato alla biodiversità, Worldrise sta formando oggi i custodi del mare di domani. Il bilancio si chiude con l’immagine di un movimento inarrestabile. La community degli “Ocean Positive People” continua a crescere, con contenuti social che hanno superato i 2,4 milioni di visualizzazioni e una rete online di oltre 47.000 persone. Con il supporto di 53 aziende partner e una presenza mediatica che conta 246 servizi su testate nazionali, Worldrise conferma che il mare non è più solo una risorsa da sfruttare, ma un’identità profonda da difendere, dimostrando, come ricorda Mariasole Bianco, che “il cambiamento necessario non può restare in superficie”.
Davide Mosca

[aps-counter]