Gambero Rosso 2026, il miglior ristorante sardo è a San Pantaleo
Si tratta de Il Fuoco Sacro, uno dei locali più esclusivi della Gallura. Premiati venti ristoranti con due forchette
Settantatrè. Tre in più rispetto all’anno scorso. Quindici nuove entrate. La Sardegna si presenta così nella nuova Guida Ristoranti d’Italia 2026 del Gambero Rosso: effervescente, ricca e in continuo movimento. Sono i segnali di un settore in continua evoluzione e che non può permettersi passi falsi considerando la concorrenza spietata di ciascun locale. Eppure questa competizione implicita non fa altro che potare sviluppo e crescita sull’isola che, oltre a poter contare sul turismo, ha dalla sua parte la buona cucina. Una gastronomia vivace, vitale e vigorosa.
Osservando la nuova guida si deve per forza partire dalle tradizionali trattorie. La Sardegna, in questo caso, guadagna i Tre Gamberi grazie all’eredità trasmessa nei piatti da Arieddas a Sanluri e dall’osteria Abbamele a Mamoiada. Due locali che si confermano delle vere eccellenze del territorio grazie al valore degli chef come Mauro Ladu e Francesco Vitale. L’isola per quanto riguarda la ristorazione non si è portata a casa le Tre Forchette, ma si presenta con venti locali premiati con le Due Forchette. Tra questi Il Fuoco Sacro del Petra Segreta a San Pantaleo che , oltre a conquistare il massimo punteggio (87) nella Guida, si aggiudica il riconoscimento per la miglior cantina.
A seguire con 84 punti Capogiro del 7Pines Resort di Arzachena, tra le novità di quest’anno sull’isola grazie al lavoro dello chef Pasquale d’Ambrosio. Da citare, sempre il Gallura, il risultati ottenuti da alcuni ristoranti di grido: La Spigola di Golfo Aranci e Il Mattacchione di Olbia con 83 punti; Da Thomas a Santa Teresa di Gallura con 82; il Paguro dell’hotel capo d’Orso a Palau con 80.
La cucina gallurese si conferma un autentico patrimonio gastronomico, capace di coniugare tradizione e innovazione con un equilibrio raro. La Guida Gambero Rosso, che premia sempre più spesso ristoranti e chef per la qualità delle materie prime, l’attenzione al territorio e la sapienza nel valorizzare piatti tipici, mostra queste peculiarità della cucina gallurese. Un mix autentico e contemporaneo dove la cucina diventa espressione di identità e creatività, conquistando i palati dei turisti e degli esperti a livello nazionale.
Riccardo Lo Re
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