Cala il sipario sul Festival dell’Aerospazio a Olbia, la Sardegna punta a diventare laboratorio d’innovazione
Tanta curiosità, talk, dibattiti per un mondo quello dell’aerospazio che sta aprendo infinite possibilità per giovani e meno giovani e che potrebbe trovare proprio sull’Isola importanti spazi di sviluppo
Dalla Gallura parte la spinta verso il futuro. L’innovazione e l’aerospazio non sono più soltanto parole d’ordine, ma i pilastri su cui la Sardegna costruisce la propria rinascita economica e tecnologica. L’ultima giornata del Festival dell’Aerospazio, ospitata al Museo Archeologico di Olbia e organizzata da Astec – Aerospace Technology Education Center, ha segnato un punto di svolta: la consapevolezza condivisa che la Sardegna può – e deve – diventare un laboratorio d’eccellenza nel campo della ricerca e delle tecnologie avanzate. Moderato dal docente universitario Antonio Usai, il panel Innovazione e Aerospazio in Sardegna ha riunito i protagonisti dello sviluppo dell’isola: dal sindaco di Olbia Settimo Nizzi al vicepresidente della Regione Giuseppe Meloni, dal rettore dell’Università di Sassari Gavino Mariotti al direttore del Cipnes Aldo Carta, passando per Mara Mangia di Sardegna Ricerche, Giuseppe Mazzarella dell’Università di Cagliari e la direttrice del festival Marilisa Pischedda. Proprio Marilisa Pischedda, fondatrice di Astec, ha ricordato la missione originaria del Festival: diffondere la cultura scientifica e costruire ponti tra formazione e impresa. «L’innovazione insita nell’aerospazio può portare beneficio all’intera isola – ha sottolineato –. Olbia è il luogo ideale perché sa dialogare, accogliere e innovare. Ma il Festival è di tutta la Sardegna. Partiamo dai giovani, perché trovino terreno fertile per costruire qui il loro futuro». Una visione condivisa anche dal sindaco Settimo Nizzi, che ha ribadito l’impegno del Comune: «Il Dipartimento dell’innovazione tecnologica a Olbia non sarà solo un sogno. Stiamo lavorando per renderlo un progetto concreto, capace di attrarre docenti, studenti e imprese. Dobbiamo dare ai nostri giovani una casa e un punto di connessione con il mondo». Giuseppe Meloni, vicepresidente della Regione e assessore alla Programmazione e Ricerca, ha svelato una novità significativa: l’apertura imminente di una sede di Sardegna Ricerche a Olbia. «I bandi valgono il 13% dell’intero Fesr e dovranno essere spesi in modo coerente con la nostra visione – ha spiegato –. Il nostro obiettivo è fare della Sardegna un vero hub dell’innovazione, con sedi operative in tutto il territorio e una rete che renda la conoscenza accessibile a tutti». Dal mondo accademico è arrivato l’appello del rettore Gavino Mariotti, che ha invitato a “superare la logica dell’intervento a pioggia” per creare una filiera integrata tra università, imprese e istituzioni. «Olbia si è trasformata in un polo attrattivo grazie alla sua logistica e all’ospitalità – ha detto –. La ministra Bernini ha espresso grande attenzione per i nostri progetti PNRR. Ora serve intercettare fondi e idee per fare della Sardegna un laboratorio europeo di innovazione». Nel frattempo, Giuseppe Mazzarella dell’Università di Cagliari ha confermato che è in fase avanzata il progetto di un corso di laurea in Aeronautica a Olbia, con l’obiettivo di formare professionalità capaci di restare e lavorare in Sardegna. Sul fronte infrastrutturale, Aldo Carta, presidente di UniOlbia e direttore del Cipnes, ha annunciato che il futuro Dipartimento dell’innovazione troverà casa nella Piattaforma Tecnologica Europea di Olbia, ormai prossima alla fase di approvazione ministeriale. Grande attesa anche per l’Einstein Telescope, il progetto internazionale per il nuovo osservatorio europeo di onde gravitazionali. Nel panel moderato dal giornalista Stefano Birocchi, i vertici del progetto – tra cui Michele Punturo (INFN) e Luciano Colombo (Università di Cagliari) – hanno illustrato numeri e prospettive: 2 miliardi di investimenti diretti e 6 miliardi di indotto, con il 60% delle ricadute economiche previste in Sardegna.
«Oltre alla sfida scientifica – ha ricordato Punturo – serve un tessuto imprenditoriale capace di sostenere e fornire le tecnologie necessarie, dall’intelligenza artificiale alla meccanica di precisione». Una sfida che la Regione ha raccolto, con 90 aziende sarde già pronte a entrare nella filiera. «Lavoriamo uniti – ha commentato Nizzi –. Sos Enattos è il luogo più adatto per ospitare il progetto e rappresenta un’occasione storica per tutta la Sardegna». Il Festival si è concluso con un collegamento in diretta con il Centro di Addestramento Astronauti dell’ESA, dove Andrea Patassa, riserva italiana dell’Agenzia Spaziale Europea, ha raccontato le sfide e le emozioni della vita da astronauta: «Saper lavorare sotto pressione e gestire il rischio sono qualità fondamentali. Ma la chiave resta la collaborazione, come nello spazio così sulla Terra». Un messaggio che sintetizza lo spirito del Festival dell’Aerospazio: guardare in alto, ma con i piedi ben piantati sul suolo sardo. Perché il futuro, questa volta, parte davvero da qui.
Davide Mosca
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