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La didattica sposa l’archeologia: gli studenti a Cabras diventano ciceroni

Al via la terza edizione di “Qui vivo, qui racconto”, promosso dalla Fondazione Mont’e Prama

C’è un modo nuovo, e forse il più autentico, di raccontare il passato: farlo attraverso la voce dei più giovani. È questo l’obiettivo della terza edizione di “Qui vivo, qui racconto”, il progetto promosso dalla Fondazione Mont’e Prama che trasforma gli studenti in veri e propri ambasciatori del patrimonio archeologico locale.

Il percorso ha preso ufficialmente il via con il primo incontro tra l’Area Scientifica della Fondazione, insegnanti e studenti. Un’iniziativa che coinvolge l’Istituto Comprensivo di Cabras, punto di riferimento educativo per i territori di Cabras e Riola Sardo, in un progetto che intreccia scuola, cultura e divulgazione per il terzo anno consecutivo.

Al centro dell’iniziativa c’è un obiettivo ambizioso: fornire agli alunni competenze storiche e comunicative tali da consentire loro di vestire i panni di ciceroni d’eccezione. Attraverso lezioni frontali, laboratori didattici e sopralluoghi operativi nei siti archeologici, gli studenti intraprendono un percorso di formazione specialistica che li porta a conoscere in profondità la storia millenaria del proprio territorio.

«Abbiamo avviato questo progetto consapevoli di quanto le nuove generazioni debbano rendersi conto del patrimonio archeologico che le circonda e di cui fanno parte – afferma Anthony Muroni, presidente della Fondazione Mont’e Prama – per questo motivo la Fondazione, per il terzo anno, apre le porte della propria realtà agli studenti degli Istituti scolastici, con l’intento di una loro totale immersione nella storia dell’archeologia. L’obiettivo è quello di trasformare i giovani in guide consapevoli del proprio patrimonio archeologico, dando loro gli strumenti per riappropriarsi dei luoghi, concedendo l’opportunità di viverli in prima persona. Pensiamo che l’approccio ludico-didattico sia vincente, anche perché permette di uscire dalle aule e confrontarsi in maniera consapevole con le bellezze archeologiche, arricchendo il bagaglio culturale di ciascuno attraverso una vera e propria esperienza».

Riccardo Lo Re

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