Ad Arzachena una mostra fotografica sul patrimonio archeologico della Sardegna
S’intitola Pietra Madre. Un racconto per immagini sull’anima storica del paesaggio sardo
Sarà inaugurata ufficialmente sabato 27 giugno alle 18, presso il Museo Civico Michele Ruzittu di Arzachena, una mostra fotografica sull’anima archeologica del paesaggio sardo. Un’esposizione che lascerà ampio spazio alle immagini per raccontare il passato di una terra millenaria. Pietra Madre è il titolo di un percorso frutto dello sguardo condiviso della fotografa professionista Alessandra Cossu e del fotografo Fabrizio “Bibi” Pinna, autori impegnati nella valorizzazione del patrimonio archeologico, naturalistico e culturale della Sardegna. La mostra, che ha ottenuto il patrocinio del Comune, è visitabile fino al 27 agosto 2026 ed è organizzata in collaborazione con la municipalizzata Geseco.

Il progetto unisce due prospettive complementari: quella di Alessandra, che racconta i luoghi attraverso la macchina fotografica, cercando il rapporto tra paesaggio, memoria, presenza umana e materia; e quella di Fabrizio Pinna, che attraverso il drone restituisce una visione aerea, ampia e contemporanea dei siti archeologici e del paesaggio sardo.
Cossu e Pinna, gli autori del progetto e libro fotografico La Sardegna oltre al mare, raccontano da anni una Sardegna meno conosciuta, lontana dagli stereotipi turistici e profondamente radicata nella pietra, nella storia e nella memoria collettiva.
Accanto alla sua ricerca sul territorio, «Alessandra Cossu porta avanti anche un importante percorso nella fotografia sociale», affermano gli organizzatori in una nota. «Tra i suoi lavori più significativi figura Attraverso i nostri occhi, progetto fotografico dedicato ai canili, ai rifugi e al mondo del volontariato in Sardegna, esposto nel sud e nel nord dell’isola e anche a Venezia». Da segnalare, inoltre, il docufilm firmato da Fabrizio Pinna, che si serve del linguaggio cinematografico per proseguire un racconto visivamente di grande impatto.
Con Pietra Madre, in scena ad Arzachena, «i due autori propongono un percorso dedicato all’anima archeologica della Sardegna: nuraghi, tombe dei giganti, pozzi sacri e paesaggi millenari diventano luoghi vivi, attraversati dalla luce, dal tempo e da una memoria che continua a parlare al presente».
Riccardo Lo Re
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